Da cosa nasce cosa

Il proverbio afferma che le cose nascono l'una dall'altra in una catena di cause ed effetti:ogni evento è insieme conseguenza di qualcosa e premessa di qualcos'altro. Niente accade nel vuoto, tutto ha un prima e un dopo.

Si usa per descrivere come le situazioni evolvono spontaneamente a partire da premesse iniziali, a volte in modo imprevisto. Può avere un tono positivo — da una piccola cosa nasce qualcosa di grande — o neutro, per descrivere lo sviluppo naturale degli eventi.

A chi non vuol credere, poco valgono mille testimoni

Il proverbio riconosce una realtà profonda della natura umana:chi ha già deciso di non credere a qualcosa non si lascia convincere da nessuna evidenza, per quante testimonianze vengano portate. La predisposizione mentale prevale sulla logica e sui fatti.

Si usa per indicare l'inutilità di argomentare con chi è chiuso in partenza o in malafede:moltiplicare le prove è uno spreco di energia quando l'interlocutore ha già deciso la propria posizione indipendentemente dalla realtà.

Andar bestia, e tornar bestia, dice il moro

Il proverbio afferma che il viaggio non cambia la natura di chi parte già con un carattere rozzo o ignorante. Il riferimento al "moro" — figura proverbiale di saggezza popolare — serve a dare autorevolezza all'affermazione:chi parte senza voglia di imparare o migliorarsi, tornerà tale e quale.

Si usa per criticare chi si illude che l'esperienza del viaggio o del cambiamento di ambiente possa da sola trasformare una persona, senza che essa abbia la disposizione interiore al miglioramento. L'ignoranza e la rozzezza non si curano con i chilometri.