Can che abbaia non morde

Il proverbio invita a non farsi intimidire da chi urla, minaccia o si agita in modo vistoso. Il cane che abbaia non è quello pericoloso:il cane che morde davvero lo fa in silenzio. Chi fa molto rumore e clamore raramente passa ai fatti.

Si usa per rassicurare chi si sente minacciato da qualcuno di molto rumoroso ma probabilmente inoffensivo, e per smascherare le millanterie di chi usa le parole come arma principale proprio perché non ne ha altre.

Guardati da cane rabbioso e da uomo sospettoso

Il proverbio afferma che esistono due tipi di pericolo da cui guardarsi:il cane rabbioso, imprevedibile e violento, che aggredisce senza logica;e l'uomo sospettoso, paranoico e diffidente, che interpreta tutto in modo malevolo e reagisce di conseguenza. Entrambi sono pericolosi.

Si usa per mettere in guardia da certi tipi umani:l'aggressivo irrazionale e il sospettoso cronico. Entrambi, per ragioni diverse, sono fonti di pericolo da evitare o trattare con estrema cautela.

Il cane è il miglior amico dell'uomo

Il proverbio afferma una verità consolidata nell'esperienza umana:il cane è l'animale che più di tutti gli altri ha sviluppato un legame di fedeltà e affetto con l'uomo nel corso dei millenni di convivenza. È l'unico animale domestico che ama incondizionatamente il suo padrone.

Si usa per celebrare la fedeltà e l'affetto del cane come modello di lealtà, spesso in contrasto implicito con la capricciosità dei legami umani. Il cane non tradisce, non abbandona, non mente.

A cane scottato l'acqua fredda par calda

Il proverbio significa che chi ha subito una brutta esperienza diventa diffidente anche di fronte a situazioni simili ma innocue, poiché il ricordo del danno passato altera la percezione del presente.

L'immagine è quella del cane che si è scottato bevendo acqua bollente:la bruciatura è rimasta così impressa che ora, anche davanti a un'acqua del tutto fredda, l'animale esita e si ritrae come se il pericolo fosse ancora lì.

Si usa per descrivere chi, a causa di un torto o di un fallimento precedente, fatica a fidarsi di nuovo, anche quando non c'è alcun motivo reale di timore.

Forme alternative:

  • Gatto scottato dall'acqua calda, ha paura della fredda

A cane vecchio non dargli cuccia

Il proverbio significa che non si possono imporre nuove abitudini a chi è avanti con gli anni:le persone anziane hanno consolidato le proprie consuetudini nel tempo e difficilmente le cambiano.

L'immagine è quella del cane anziano, abituato a dormire dove vuole:assegnargli una cuccia nuova è inutile, perché l'animale seguirà le sue abitudini ormai radicate, ignorando il nuovo spazio.

Si usa per ricordare che imporre cambiamenti di abitudine a persone anziane è impresa difficile, e spesso vana.

Cane affamato non teme bastone

Il proverbio afferma che la fame — il bisogno estremo — cancella la paura:il cane affamato non teme il bastone del padrone perché il dolore della fame è maggiore del dolore che potrebbe infliggergli la punizione. Il bisogno urgente supera la prudenza.

Si usa per descrivere situazioni in cui la disperazione spinge ad azioni rischiose che in condizioni normali sarebbero evitate. Chi ha fame ha coraggio per necessità, non per virtù.

Cane e gatta tre ne porta e tre ne allatta

Il proverbio descrive con ironia popolare la natura prolifera del gatto:tante ne porta (porta a termine le gravidanze) quante ne allatta. È un'osservazione sulla fecondità felina e sulla capacità di prendersi cura della prole numerosa.

Si usa — estensivamente — per descrivere persone o situazioni di grande produttività o moltiplicazione, e per commentare con bonaria ironia chi riesce a fare e gestire molte cose contemporaneamente.

Cane non mangia cane

Il proverbio afferma che chi appartiene alla stessa categoria non danneggia i propri simili:i cani — per quanto selvatici — rispettano una sorta di solidarietà di specie. Più in generale:c'è un codice non scritto tra pari che impedisce di nuocersi reciprocamente.

Si usa per descrivere la solidarietà tra persone dello stesso gruppo, mestiere o categoria, e per spiegare perché certi soggetti non si attaccano tra loro anche quando potrebbero farlo.

Cane ringhioso e non forzoso, guai alla sua pelle!

Il proverbio descrive un tipo umano pericoloso:chi ringhia — chi minaccia, chi fa la voce grossa — senza avere la forza reale per sostenere le proprie minacce finisce per essere punito dalla propria arroganza. La spacconeria senza sostanza si ritorce contro chi la mette in atto.

Si usa per mettere in guardia chi tende a minacciare senza poter mantenere le minacce, e per osservare che la violenza verbale non sostenuta dalla forza reale è una forma di debolezza pericolosa.