A carnevale ogni scherzo vale, ma che sia uno scherzo che sa di sale

Il proverbio esprime la libertà di burla e trasgressione propria del Carnevale, ma con un limite:gli scherzi devono avere arguzia e sapore, non essere banali o volgari.

Il Carnevale affonda le radici nelle feste dionisiache greche e nei Saturnali romani, periodi in cui l'ordine sociale veniva temporaneamente sovvertito. L'uso delle maschere garantiva l'anonimato, livellando le differenze di classe e permettendo sfoghi altrimenti inaccettabili. La seconda parte del proverbio - "che sa di sale" - tempera questa libertà:anche nello scherzo serve ingegno.

Si usa per giustificare battute e goliardie nel periodo di Carnevale, con l'avvertenza che uno scherzo deve comunque essere intelligente e divertente, non offensivo o sciocco.

Forme alternative:

  • A carnevale ogni scherzo vale

A gran salita, gran discesa

Il proverbio si presta a una doppia lettura. Da un lato, è un incoraggiamento:dopo una grande fatica e una dura salita viene una grande discesa, ossia una ricompensa o un sollievo proporzionale allo sforzo. Dall'altro è un avvertimento:chi sale molto in alto è destinato a cadere altrettanto in basso, e il successo eccessivo porta con sé il rischio di una caduta rovinosa.

La saggezza popolare usa questa immagine per ricordare sia la legge del compenso sia l'impermanenza dei trionfi.