A lavar la testa all'asino si perde il ranno e il sapone

Il "ranno" era un detergente antico, ottenuto da cenere e acqua bollente, usato per lavare i panni. Tentare di lavare la testa a un asino — animale testardo e restio — è un'impresa inutile:l'animale non collabora e si sporcherà di nuovo subito dopo, mentre il ranno e il sapone sono andati sprecati.

Il proverbio indica l'inutilità di cercare di migliorare, convincere o educare chi è ostinato e non ha alcuna intenzione di cambiare. Lo sforzo non porta risultati e le risorse impiegate sono perdute. Esiste in molte varianti dialettali in tutta Italia.

Chi non sa leggere la sua scrittura è asino di natura

Il proverbio afferma che non saper leggere la propria scrittura è una vergogna naturale:chi non riesce nemmeno a decifra quello che ha scritto di suo pugno manifesta una mancanza fondamentale di cura e di competenza. "Asino di natura" indica una stupidità innata.

Si usa — spesso con ironia bonaria — per chi scrive in modo illeggibile o disordinato. In senso più ampio, critica chi non riesce a fare nemmeno le cose basilari che gli competono.

Il bue dice cornuto all'asino

Il proverbio descrive il vizio dell'ipocrisia:il bue che dà del cornuto all'asino si accusa da solo, perché anche lui — come ogni bue — ha le corna. Chi critica negli altri un difetto che possiede lui stesso si rende ridicolo.

Si usa per smascherare chi condanna nei altri ciò che fa lui, chi distribuisce giudizi severi sulle mancanze altrui senza rendersi conto delle proprie. È la versione italiana della "trave nell'occhio" evangelica.

Asino che ha fame mangia d'ogni strame

Il proverbio afferma che chi ha fame non può permettersi di essere schizzinoso:un asino affamato mangerà qualsiasi tipo di paglia o foraggio, anche il più scadente, pur di sfamarsi. Allo stesso modo, chi si trova in una situazione di bisogno o necessità accetta ciò che trova, rinunciando a pretese e capricci.

In senso più ampio, si usa per descrivere chi, spinto dal bisogno o dall'urgenza, accetta condizioni che in circostanze normali rifiuterebbe. La fame — materiale o metaforica — abbatte le pretese e porta all'adattamento.

Attacca l'asino dove vuole il padrone e, se si rompe il collo, suo danno

Il proverbio afferma che chi riceve un ordine deve eseguirlo senza discutere, anche se ritiene che possa avere conseguenze negative:la responsabilità ricade su chi ha dato l'ordine, non su chi lo ha eseguito. Il padrone che vuole che l'asino sia legato in un certo posto si assume il rischio delle conseguenze.

Si usa per giustificare l'obbedienza cieca alle disposizioni ricevute, scaricando ogni responsabilità sull'autorità che ha impartito le istruzioni. Ha però anche una valenza critica:l'esecutore che non ragiona sulle conseguenze delle proprie azioni nasconde la propria responsabilità dietro l'ordine altrui.