Moglie e buoi dei paesi tuoi

Il proverbio raccomanda di scegliere il partner e gli animali da allevamento tra le realtà geografiche e culturali vicine, che si conoscono e di cui si possono verificare le qualità in anticipo. L'estraneo, per quanto affascinante, ha caratteristiche sconosciute che potrebbero riservare sorprese.

Si usa per raccomandare la prudenza nelle scelte sentimentali importanti:chi proviene dallo stesso ambiente, dalla stessa cultura, dalla stessa tradizione è più facilmente comprensibile e prevedibile.

Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca

Il proverbio afferma che non si può avere tutto contemporaneamente:certi vantaggi sono incompatibili tra loro, e cercare di tenere tutto porta inevitabilmente a perdere qualcosa. La botte piena e la moglie che beve il vino sono logicamente incompatibili:uno esclude l'altro.

Si usa per ricordare a chi vuole troppo che ogni scelta comporta una rinuncia. Chi cerca di accontentare tutti o di ottenere vantaggi contraddittori finisce spesso senza nulla. La scelta implica sempre una perdita.

Tra moglie e marito non mettere il dito

Il proverbio raccomanda di non interferire nelle questioni coniugali:le liti tra marito e moglie hanno dinamiche private e complesse che gli estranei non conoscono. Chi si intromette rischia di fare danni — e spesso si ritrova a essere il bersaglio di entrambi.

Si usa per scoraggiare l'intromissione nelle relazioni di coppia e nelle dispute familiari. Ha una valenza di rispetto per la sfera privata:i conflitti interni a una coppia sono affari loro.

A chi prende moglie ci vogliono due cervelli

Il matrimonio è un'impresa così complessa da richiedere una doppia dose di saggezza, pazienza e intelligenza. Il proverbio, dall'ironia bonaria, allude alle mille difficoltà della vita coniugale:equilibrare due caratteri diversi, due abitudini, due modi di vedere il mondo richiede uno sforzo mentale che un cervello solo fatica a sostenere.

Si usa scherzosamente per commentare le inevitabili asperità della convivenza matrimoniale.

Agosto:moglie mia non ti conosco

Il proverbio ha origini antichissime:si credeva che la canicola d'agosto rendesse gli uomini fiacchi e le donne ardenti, sconsigliando i rapporti coniugali nel caldo estremo. Nel tempo ha assunto il significato ironico delle vacanze separate:le mogli partivano con i figli mentre i mariti restavano in città, con maggiori occasioni di infedeltà da entrambe le parti. Reso famoso anche dal romanzo di Achille Campanile (1930).