Abbondanza genera baldanza

L'abbondanza di risorse, denaro o potere porta con sé arroganza, tracotanza e sfrontatezza. Chi ha molto diventa audace fino all'eccesso:la sicurezza data dall'abbondanza fa perdere la prudenza e la moderazione, portando spesso a comportamenti avventati e a scelte rischiose.

Il proverbio mette in guardia:la prosperità può diventare un pericolo se porta alla perdita del senso del limite.

Assai bene balla a chi fortuna suona

Il proverbio afferma con ironia che balla bene chi ha la fortuna dalla sua parte:quando le cose vanno per il verso giusto, quando il destino suona la musica giusta, qualsiasi passo appare leggero e armonioso. Il merito della buona riuscita viene attribuito più alla fortuna che alla bravura del danzatore.

Si usa per ridimensionare chi attribuisce i propri successi esclusivamente alla propria abilità, ricordando che la fortuna spesso fa la parte del leone. È un invito alla modestia e a non dimenticare quanto il caso conti nelle vicende umane.

Chi non risica, non rosica

Il proverbio valorizza il coraggio come condizione necessaria per ottenere qualcosa nella vita. Chi non si espone al rischio, chi evita le sfide e non si mette in gioco, non può sperare di raccogliere risultati:il "rosicchiare" — ottenere qualcosa, per quanto piccolo — è riservato a chi "risica", cioè rischia.

Si usa per spronare chi esita davanti a una scelta rischiosa ma potenzialmente vantaggiosa. Il coraggio di provare è la precondizione di qualsiasi successo.

La fortuna aiuta gli audaci

Il proverbio afferma che la fortuna favorisce chi ha il coraggio di agire, di rischiare, di buttarsi nelle situazioni con determinazione. I timorosi e gli esitanti restano a guardare;gli audaci — anche se sbagliano — si espongono alle possibilità che la vita offre.

Si usa per incoraggiare all'azione decisa, e per spiegare perché certi individui sembrano avere più fortuna degli altri:non è solo caso, ma la conseguenza di un atteggiamento attivo e coraggioso che crea opportunità.

Meglio soli che male accompagnati

Il proverbio afferma che la solitudine — pur difficile — è preferibile alla compagnia cattiva o deleteria. Stare con persone che ci danneggiano, ci influenzano negativamente o ci rendono infelici è peggio che stare soli. La solitudine non è il peggio possibile.

Si usa per incoraggiare a fare scelte coraggiose nelle relazioni:meglio uscire da un ambiente o da un rapporto tossico e affrontare la solitudine che rimanere per paura di essa in una compagnia dannosa.

Altro è parlar di morte, altro è morire

C'è una differenza abissale tra parlare di qualcosa in astratto e viverla concretamente. Chi discute la morte in teoria non sa cosa significhi davvero affrontarla;chi parla di coraggio senza averlo mai messo alla prova ignora cosa sia il vero pericolo.

La teoria non prepara mai pienamente alla realtà:solo l'esperienza diretta insegna ciò che le parole non possono comunicare.

Bisogna prendere gli avvenimenti quando Dio li manda

Il proverbio invita ad accogliere e sfruttare le occasioni e gli eventi che la vita — o la Provvidenza — mette sul nostro cammino, senza aspettare il momento perfetto che potrebbe non arrivare mai. Gli avvenimenti vanno "presi" quando si presentano, con prontezza e gratitudine.

Si usa per incoraggiare chi tende a rimandare o a non cogliere le opportunità per mancanza di coraggio o di fiducia. Richiama anche all'accettazione serena degli eventi che non possiamo controllare:se Dio li manda, è nostra responsabilità accoglierli.