Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare

Il proverbio afferma che esiste una differenza enorme tra il pronunciare un'intenzione e il realizzarla concretamente. Le parole sono facili e veloci;le azioni richiedono impegno, coraggio, risorse e tempo. Il mare che separa il dire dal fare è vasto e difficile da attraversare.

Si usa per smontare le dichiarazioni vuote di chi promette molto senza agire, e per ricordare che il valore reale di una persona si misura nelle azioni, non nelle parole.

A torto si lagna del mare chi due volte ci vuole tornare

Chi critica aspramente una situazione difficile o rischiosa, ma poi vi torna comunque, non ha diritto di lamentarsi:se davvero fosse stato così insoddisfatto, non ci tornerebbe. Il proverbio smonta le lamentele di chi, nonostante i giudizi negativi, ripete le medesime scelte liberamente.

Si usa per rispondere a chi si lamenta di qualcosa che ha scelto volontariamente più di una volta.

Alla fame è presto ridotto chi s'imbarca senza biscotto

Il "biscotto di mare" era la provvista di pane secco dei marinai, indispensabile per i lunghi viaggi. Chi parte per un'impresa — letterale o metaforica — senza le riserve e la preparazione necessarie si ritrova in miseria nel giro di poco:la mancanza di previdenza porta rapidamente alle difficoltà più acute.

Ara nel mare e nella rena semina, chi crede alle parole della femmina

Il proverbio, con tono sarcastico e disincantato, afferma che credere alle parole delle donne è un'impresa inutile quanto arare il mare o seminare sulla sabbia:sforzi destinati a non produrre alcun risultato. La figura retorica dell'impresa assurda (arare il mare, seminare sulla sabbia) esprime l'inutilità totale dell'azione.

Va letto come espressione di una mentalità storica diffidente e misogina, che vedeva la donna come inaffidabile per natura. È un documento del pregiudizio tradizionale, non una descrizione della realtà, e va inteso nel suo contesto storico e culturale.