Al buio la villana è bella quanto la dama

Al buio scompaiono le distinzioni di bellezza e di classe sociale:la contadina (villana) e la nobildonna (dama) diventano indistinguibili. L'oscurità equalizza ciò che la luce differenzia, togliendo valore alle differenze esteriori su cui si basa il giudizio sociale.

Come i proverbi analoghi "Al buio tutti i gatti sono bigi" e "A lume spento è pari ogni bellezza", il detto riflette sulla superficialità delle distinzioni basate sull'apparenza.

Il gatto ama i pesci, ma non vuole bagnarsi le zampe

Il proverbio descrive la contraddizione di chi desidera ardentemente qualcosa ma non è disposto ad affrontare ciò che la sua realizzazione comporta. Il gatto vuole i pesci ma non vuole bagnarsi le zampe per prenderli. Il desiderio senza la disponibilità al rischio o alla fatica resta sterile.

Si usa per criticare chi vuole i benefici senza sopportare i costi, chi aspira a risultati senza impegno. È un invito alla coerenza tra desiderio e azione:non si pesca senza bagnarsi.

La gatta frettolosa fece i gattini ciechi

Il proverbio afferma che la fretta porta a risultati scarsi o sbagliati:la gatta che partorisce in fretta fa i gattini ciechi — nati prematuri e incompleti. Allo stesso modo, chi affretta le cose senza la necessaria cura produce risultati difettosi.

Si usa per raccomandare la pazienza e la cura nelle attività che richiedono tempo per essere fatte bene. La fretta è nemica della qualità e spesso produce l'effetto contrario a quello desiderato.

Quando il gatto non c'è i topi ballano

Il proverbio afferma che in assenza di chi detiene l'autorità, chi è soggetto a essa ne approfitta per comportarsi liberamente. I topi — i subordinati — ballano quando il gatto — il superiore — non c'è a controllare e reprimere.

Si usa per descrivere situazioni in cui l'assenza di supervisione porta a comportamenti che altrimenti non sarebbero tollerati. Ha una valenza sia critica — verso chi approfitta dell'assenza — sia descrittiva della natura umana davanti alla mancanza di controllo.

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino

Il proverbio si riferisce a una situazione in cui una persona, spinta da una continua e ripetuta azione rischiosa o malfatta, finisce per pagarne le conseguenze. In altre parole, più una persona si avventura in qualcosa che non dovrebbe fare, più aumenta il rischio che venga scoperta o che le sue azioni abbiano effetti negativi.

Ogni gatta ha il suo febbraio

Il proverbio afferma — con ironia — che ogni animale ha il suo momento di comportamento insolito o difficile:la gatta ha il suo "febbraio", il suo periodo di calore o di capriccio. Per estensione, ogni persona ha i suoi momenti di umore difficile o di comportamento imprevedibile.

Si usa per scusare o spiegare comportamenti insoliti con riferimento a cicli naturali o a momenti di vulnerabilità che tutti attraversano.

A pentola che bolle, gatta non s'accosta

Come una gatta esperta non si avvicina a una pentola bollente per non scottarsi, così le persone scaltre e prudenti evitano le situazioni pericolose prima ancora di subirne le conseguenze. La prudenza di chi riconosce i rischi è superiore all'audacia di chi li ignora.

Il proverbio elogia l'istinto di conservazione e la capacità di leggere i segnali di pericolo prima che sia troppo tardi.

Forme alternative:

  • La gatta non s'accosta alla pentola che bolle

Al buio tutti i gatti sono bigi

Nell'oscurità, tutti i gatti — qualunque sia il loro colore — sembrano dello stesso grigio scuro. La versione più nota dei proverbi "al buio" insegna che le differenze che sembrano significative alla luce diventano irrilevanti nelle condizioni di scarsa visibilità.

In senso figurato:quando mancano informazioni chiare e la situazione è confusa, tutto si equivale e non si riesce a distinguere tra opzioni apparentemente diverse.

Al gatto che lecca lo spiedo non affidar arrosto

Chi ha già dimostrato di essere incline al furto o all'abuso non va messo in posizione di farlo ancora. Il gatto che lecca lo spiedo ha già rivelato le sue intenzioni:affidargli l'arrosto sarebbe ingenuo.

Il proverbio insegna che i comportamenti passati sono il miglior predittore di quelli futuri:non si concede fiducia a chi ha già tradito o dimostrato la propria inaffidabilità.

Bei gatti e grossi letamai mostrano il buon agricoltore

Il proverbio afferma che certi indicatori apparentemente secondari rivelano la qualità del lavoro di un agricoltore:gatti ben curati significano una fattoria pulita e gestita con cura;letamai abbondanti significano molti animali e quindi un'azienda prospera e produttiva. Chi sa guardare questi dettagli sa riconoscere il buon contadino.

In senso più ampio, si usa per sottolineare che la vera qualità di una persona o di un'opera si rivela spesso attraverso i dettagli che i superficiali non notano:i "gatti e i letamai" della vita quotidiana dicono più delle dichiarazioni altisonanti.

Cane e gatta tre ne porta e tre ne allatta

Il proverbio descrive con ironia popolare la natura prolifera del gatto:tante ne porta (porta a termine le gravidanze) quante ne allatta. È un'osservazione sulla fecondità felina e sulla capacità di prendersi cura della prole numerosa.

Si usa — estensivamente — per descrivere persone o situazioni di grande produttività o moltiplicazione, e per commentare con bonaria ironia chi riesce a fare e gestire molte cose contemporaneamente.