Il bue dice cornuto all'asino

Il proverbio descrive il vizio dell'ipocrisia:il bue che dà del cornuto all'asino si accusa da solo, perché anche lui — come ogni bue — ha le corna. Chi critica negli altri un difetto che possiede lui stesso si rende ridicolo.

Si usa per smascherare chi condanna nei altri ciò che fa lui, chi distribuisce giudizi severi sulle mancanze altrui senza rendersi conto delle proprie. È la versione italiana della "trave nell'occhio" evangelica.

Moglie e buoi dei paesi tuoi

Il proverbio raccomanda di scegliere il partner e gli animali da allevamento tra le realtà geografiche e culturali vicine, che si conoscono e di cui si possono verificare le qualità in anticipo. L'estraneo, per quanto affascinante, ha caratteristiche sconosciute che potrebbero riservare sorprese.

Si usa per raccomandare la prudenza nelle scelte sentimentali importanti:chi proviene dallo stesso ambiente, dalla stessa cultura, dalla stessa tradizione è più facilmente comprensibile e prevedibile.

Tira più un pelo di fica che cento paia di buoi

Il proverbio — volutamente colorito nel linguaggio — afferma che il desiderio erotico e la forza dell'attrazione fisica hanno un potere di persuasione enormemente superiore a qualsiasi altra forza, anche la più imponente. L'amore e il desiderio muovono montagne.

Si usa con ironia per sottolineare l'enorme potere motivazionale del desiderio e dell'attrazione, capace di spingere gli uomini a sforzi altrimenti impensabili. Ha un tono arguto e disincantato.

Ai macelli van più bovi che vitelli

Il bue (bovino adulto oltre i quattro anni) finisce al macello assai più spesso del vitello (sotto l'anno). Il proverbio, con realismo contadino, osserva che i vecchi muoiono più dei giovani:l'età avanzata porta alla morte più sicuramente della giovinezza. È una constatazione amara ma pragmatica sul ciclo naturale della vita.

Bue fiacco stampa più forte il piede in terra

Il proverbio osserva che il bue stanco e debole, proprio per la difficoltà del passo affaticato, preme il piede più pesantemente sul suolo:la fatica rende il passo più grave, più marcato. È un'immagine di chi, esausto, lascia un'impronta più profonda proprio perché si trascina con più sforzo.

In senso figurato, si usa per ricordare che anche chi appare esausto o indebolito lascia comunque la propria traccia e può avere un impatto significativo. Talvolta si usa anche per descrivere chi, più stanco e fragile, si muove con maggiore cautela e attenzione.

Bue sciolto lecca per tutto

Il proverbio osserva che un bue liberato dal giogo e dai vincoli che ne limitano i movimenti si mette a "leccare" — cioè ad assaggiare, a cercare cibo — in ogni direzione. Analogamente, chi viene liberato da obblighi, responsabilità o vincoli tende a "leccare per tutto":a godere di tutte le libertà e di tutti i piaceri che prima gli erano preclusi.

Si usa spesso con riferimento a chi si trova improvvisamente sciolto dai vincoli coniugali, lavorativi o familiari e si mette a godere senza freni di tutto ciò che può. Ha una sfumatura di critica benevola verso chi eccede nella libertà ritrovata.

Bue vecchio, solco diritto

Il proverbio mette in relazione l'esperienza dell'animale da lavoro con la qualità del suo lavoro:il bue anziano, che ha passato anni ad arare, conosce i movimenti, il peso dell'aratro, il ritmo giusto, e tira un solco perfettamente rettilineo. La giovinezza ha la forza, ma la vecchiaia ha la precisione.

Si usa per esaltare il valore dell'esperienza e della pratica accumulata nel tempo. Un lavoratore anziano e stagionato produce spesso risultati più precisi e affidabili di un giovane, anche se meno forte, perché ha affinato la tecnica in anni di lavoro.